COMITATO ITALIANO PER L’ANNO INTERNAZIONALE DELL’AGRICOLTURA FAMILIARE

COMITATO ITALIANO PER L’ANNO INTERNAZIONALE DELL’AGRICOLTURA FAMILIARE

 

report delle prime riunioni di orientamento e richiesta di adesione al comitato

 

Il testo che segue mette insieme gli elementi di base dell’anno internazionale e il risultato delle riunioni che si sono svolte sino ad oggi, in modo particolare quello dell’ultima riunione (11 dicembre).

 Promosso dal CISA (Comitato Italiano per la Sovranità Alimentare), è nato il Comitato Italiano per l’Anno Internazionale dell’Agricoltura Familiare (AIAF), lanciato dall’ONU lo scorso 22 novembre e che si svolgerà nel 2014.

Il Comitato può essere composto da un gruppo di organizzazioni della società civile (agricole, pastori, organizzazioni contadine, ONG, indigeni, pescatori, etc.) che decidono di organizzarsi per promuovere l’AIAF e i suoi obiettivi nel proprio paese, dando priorità e protagonismo alle organizzazioni contadine.

Obiettivo: ottenere politiche specifiche a favore del riconoscimento e dello sviluppo dell’agricoltura familiare (la legge deve dare forza a chi sul territorio è una forza)

Guidato dalla società civile: guidato dalle organizzazioni contadine, con la collaborazione delle altre organizzazioni della società civile. I movimenti contadini devono essere un perno, dando priorità a i movimenti che ci sono, l’identità contadina passa da un’idea di comunità.

Livelli di incidenza:

  • Nazionale: comitati nazionali di sostegno all’AIAF
  • Regionale: federazioni agricole presenti a livello continentale
  • Internazionale: comitato consultivo mondiale della società civile

E’ l’opportunità per unire i temi di piccola agricoltura, agricoltura locale, agricoltura familiare con sovranità alimentare e sostenibilità ambientale e sociale. Da qui si entra nel merito dei modi di produzione. Cruciale la questione sementi: priva l’agricoltore del suo fondamento, essere padrone del seme.

TEMI GENERALI:

–          Accesso alla terra – problema land grabbing

–          Tutela biodiversità-sementi

–          Agricoltura biologica ed agro-ecologia

–          Innovazione contadina

–          Accesso ai mercati

–          Politiche agricole

–          Politiche commerciali e regole della concorrenza

 

IN OGNI PAESE

Obiettivo generale:

–          guidare il lavoro di impatto politico nel proprio paese per MIGLIORI POLITICHE A SOSTEGNO DELL’AGRICOLTURA FAMILIARE ( o piccola agricoltura)

Obiettivo prioritario:

–          Promuovere nel nostro Paese politiche concrete in favore di sistemi agricoli sostenibili basati sulle unità famigliari; guidare nella pratica, spingere il ruolo delle organizzazioni agricole, di allevatori e pescatori, ed accrescerne la consapevolezza dell’opinione pubblica.

quindi:

– obiettivi sulla politica nazionale, a tutti i livelli, domandando l’adozione concreta di mezzi e strategie, con relativa allocazione finanziaria

– impegni dell’Italia in ambito europeo e per le politiche di cooperazione allo sviluppo (ruolo delle donne, delle comunità indigene, lotta alla povertà rurale, difesa della sovranità alimentare, intervento sulle politiche di commercio internazionale, contributo alla Zero Hunger Challenge)

– rafforzamento della rappresentanza politica delle organizzazioni contadine nel processo di decision making e inclusione nei processi legati alle politiche agrarie

– campagna di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sul ruolo decisivo dell’agricoltura famigliare nella produzione sostenibile di cibo e nella conservazione degli ecosistemi e della biodiversità

Concretamente abbiamo stabilito di darci obiettivi non celebrativi; tutte le politiche agricole degli ultimi anni hanno fornito un pezzo minoritario, mentre l’agricoltura mondiale è fatta da gente che non sta beneficiando di politiche agricole.

 

IL COMITATO ITALIANO

 

In Italia si fa fatica a far accettare il pluralismo delle agricolture e delle rappresentanze agricole. E’ la piccola agricoltura che fa le spese nel sistema agricolo. La sfida condivisa è far accettare la legittimità delle piccola agricoltura come un fattore strutturale importante del sistema agricolo nazionale. La discussione in Italia è nei termini di estromettere la piccola agricoltura dal sistema, considerandola dannosa se non marginale. Abbiamo la necessità di far vivere il confronto con una soggettività forte dei piccoli agricoltori, ed è determinante farla crescere nei prossimi mesi.

 

·      a livello di interventi sulla politica nazionale, esiste il percorso della Campagna popolare per l’agricoltura contadina,   che ha lavorato sulle Linee Guida per una Legge Quadro sulle Agricolture Contadine. Tutti sono uniti dalla necessità di focalizzare l’attenzione sull’agricoltura contadina.  L’11 dicembre scorso si è svolta una riunione tra il Coordinamento della Campagna popolare e le Associazioni che hanno iniziato ad aderire al Comitato Italiano per l’anno internazionale o che stanno partecipando alle riunioni programmatiche (v. elenco sempre alla fine del report). Tutti i partecipanti hanno confermato che è un percorso pienamente in linea con gli obiettivi dell’AIAF, che il Comitato Italiano potrebbe appoggiare e sostenere.  E’ stato riconosciuto come obiettivo molto pragmatico: lavorare sulle normative a sostegno delle agricolture contadine, con le istituzioni che scrivono le leggi, agendo a tutti i livelli, dal consiglio comunale al parlamentare. A livello regionale è attivo il lavoro in alcune regioni (Piemonte e Toscana)  dove sono state presentate pdl sulla semplificazione delle trasformazione dei prodotti nelle piccole aziende. Il concetto portante: i movimenti presentano i contenuti e chiedono ai legislatori di farne la norma. Dopo la presentazione delle Linee Guida alla Camera dei deputati dello scorso 10 ottobre, con 15 parlamentari è in atto uno scambio di riflessioni sulle linee guida per giungere ad un’audizione con le Commissioni agricoltura di Camera e Senato.

Due quindi le linee di azione:

a)  una legge quadro nazionale che riconosca le agricolture contadine, individui le caratteristiche e definisca gli ambiti di intervento;

b) elaborare normative specifiche su tematiche specifiche (es: accesso alla terra, produzione-trasformazione-vendita dei prodotti, sementi e razze locali, accesso ai mercati, fiscalità, misure di sostegno e Pac)

Passi concreti:

  • Sottoscrivere la Campagna popolare, dopo l’approfondimento e il confronto avvenuto in occasione dell’ 11 dicembre
  • Confrontarsi e verificare il coinvolgimento delle 3 organizzazioni professionali agricole  nazionali
  • Proseguire con l’interlocuzione parlamentare e il lavoro politico
  • Sviluppare un lavoro più sociale, di territorio, organizzando coordinamenti regionali/locali legati  all’AIAF

 

·    A livello di policy anche europea, gli ambiti che abbiamo iniziato ad individuare riguardano le politiche di accesso alla terra, di accesso e distribuzione sementi, il pacchetto d’igiene che sta determinando l’impossibilità di trasformare a livello aziendale, e il ricollegarsi alla decisione FAO su investimenti in agricoltura e invito a sviluppare una visione nazionale sull’agricoltura familiare. Chiave di lettura fondamentale: la solidarietà della rete contadina internazionale.

 

·      A livello di campagna di sensibilizzazione, è strategico darci l’obiettivo di intervenire sull’opinione pubblica generale. C’è stato il consenso a sviluppare una campagna di comunicazione unitaria che venga assunta da tutti come riferimento comunicativo per le proprie iniziative.

 

Abbiamo deciso di organizzare una giornata intera di lavoro a livello nazionale il prossimo 14 gennaio a Bologna, dalle 11 alle 17, con l’obiettivo di definire concretamente i programmi di lavoro a livello internazionale, nazionale e locale.

Siete pregati, qualora non lo aveste già fatto, di inviare la scheda di adesione al comitato in modo da essere informati e coinvolti in tutte le iniziative.

Riferimento per il Comitato AIAF, fino alla riunione del 14 gennaio (poi manderemo ulteriori riferimenti aggiornati): Laura Ciacci, Slow Food, l.ciacci@slowfood.it, m. 329.8315702.

Qui potete trovare la Proposta di Linee guida per una legge quadro sulle agricolture contadine.